15-19 febbraio

Javier Murugarren

Abiti inaspettati per cerimonie indefinite (UDUC)

Dialoghi tra danza, linguaggio e materia.

Questa pratica esplora le relazioni reciproche tra esperienza corporea, strutture linguistiche e materialità. Il corpo, in quanto sede della percezione e dell’azione, si organizza e produce significato attraverso il linguaggio; la materia, in quanto forza che rimodella lo spazio e spinge il corpo ad adattarsi, trasforma e genera nuove forme di pensiero, relazione ed esperienza.

L’UDUC attinge all’improvvisazione, alla composizione istantanea, alla creazione e alla manipolazione spontanea di oggetti, all’esplorazione vocale e al linguaggio visivo, coltivando connessioni simboliche che emergono dall’interazione tra questi ambiti. I partecipanti svilupperanno strumenti per costruire narrazioni all’interno di un processo dinamico e aperto.

Ci avviciniamo alle arti performative attraverso una pratica multidisciplinare che attinge alla capacità porosa del corpo di ricevere impulsi e formulare risposte. Esploriamo l’intuizione, l’imprecisione e la suspense, le atmosfere e i processi di trasformazione. Cerchiamo di addentrarci in territori in cui il materiale e lo spirituale, il vissuto e il ricordato, il conscio e l’immaginato si incontrano, si intrecciano e si manifestano continuamente.

Il laboratorio è permeato da una dimensione terapeutica, concepito come uno spazio di sostegno collettivo in cui l’esperienza artistica può stimolare processi di ascolto profondo, scoperta di sé, crescita e rinnovamento.

Invitiamo i partecipanti ad andare oltre i confini delle loro discipline di origine e a sviluppare un linguaggio artistico autonomo e versatile. Il laboratorio propone di muoversi tra forme diverse, consentendo al corpo, al linguaggio, al suono, agli oggetti e allo spazio di diventare modalità di indagine interconnesse.

I partecipanti dovrebbero portare con sé una piccola borsa contenente una selezione di materiali che vorrebbero utilizzare come punto di partenza per il proprio percorso creativo: tessuti, capi di abbigliamento, fotografie, oggetti significativi…

Biografia di Javier Murugarren

La sua pratica si basa sulla sperimentazione coreografica, che unisce il movimento ai tessuti, al suono e al linguaggio. Utilizza gli strumenti tessili per tessere legami tra materiali e storie. Il suo lavoro è fortemente radicato nel "riutilizzo", nella reinterpretazione di oggetti vecchi, scarti e concetti.
Negli ultimi 15 anni ha creato opere performative e sviluppato una pratica pedagogica che mette in relazione il corpo con la materia, fondendo le pratiche legate all’ambiente naturale con la ricerca coreografica attraverso lo studio dei tessuti e dei materiali naturali, delle dinamiche dell’andatura e della percezione visiva. Egli mette in relazione il movimento
si dedica allo sviluppo della propria linea di abbigliamento riciclato, collaborando al contempo con altri artisti alla realizzazione di costumi e installazioni per le loro opere.

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